Blog

Approfondimenti, notizie, consigli su come muoverti in ambito contabile, fiscale, economico con l’aiuto del tuo commercialista.

Ferie e tredicesime: quanto ti costano davvero i dipendenti a giugno

Giugno è il mese in cui molte PMI si accorgono — spesso con sorpresa — di quanto pesa realmente il costo del personale. Ferie maturate, tredicesima in accumulo, contributi e TFR: ogni dipendente “costa” molto di più dello stipendio che leggi in busta paga. Questo articolo spiega come calcolare il costo reale del lavoro, come pianificare le uscite nei mesi successivi e perché una corretta gestione delle paghe è la prima forma di pianificazione finanziaria per una PMI.

 

Quella cifra in busta paga non racconta tutta la storia

Hai tre dipendenti. Guardi le buste paga di giugno e pensi: “ok, sto pagando X al mese”. Poi arriva luglio, devi liquidare le ferie, a dicembre c’è la tredicesima, e a gennaio scopri che il TFR si è accumulato senza che tu lo avessi davvero messo da parte.

Non è una questione di negligenza. È che il costo del personale si distribuisce su dodici mesi in modo irregolare, e senza una visione d’insieme è facile ritrovarsi a corto di liquidità nei momenti sbagliati.

Vediamo come funziona davvero, con qualche numero concreto.

Quanto “costa” davvero un dipendente: il calcolo completo

Prendiamo un esempio reale. Un dipendente con RAL (Retribuzione Annua Lorda) di 28.000 € — una figura abbastanza comune in una PMI italiana.

Lo stipendio netto in busta è indicativamente intorno ai 18.500–19.500 € l’anno, ma il costo totale per l’azienda è un’altra cosa:

  • Stipendio lordo annuo: 28.000 €
  • Contributi INPS a carico dell’azienda (circa 30%): ~8.400 €
  • TFR accantonato (circa 7,4% del lordo): ~2.072 €
  • Tredicesima (1 mensilità lorda): ~2.154 €
  • Eventuale quattordicesima (settori contrattuali specifici): variabile

Totale costo annuo per l’azienda: intorno a 40.000–42.000 €. Cioè circa il 50% in più rispetto allo stipendio lordo.

Se nella tua PMI hai 5 dipendenti con RAL simile, stai gestendo un costo del personale tra 200.000 e 210.000 € l’anno. Cifra che deve essere pianificata, non scoperta mese per mese.

Ferie: come funziona l’accantonamento e perché giugno è un mese critico

Le ferie maturano ogni mese nel corso dell’anno. Un dipendente con diritto a 4 settimane di ferie annue matura circa 1,67 giorni al mese.

Questo significa che a giugno ha già accumulato circa 10 giorni di ferie non ancora godute, che corrispondono a un debito dell’azienda nei suoi confronti. Se non vengono godute entro l’anno (o entro i 18 mesi previsti dalla normativa), devono essere monetizzate.

Dal punto di vista della gestione del personale, giugno è il momento giusto per:

  • Verificare i saldi ferie di ogni dipendente
  • Pianificare i turni estivi per smaltire le ferie accumulate
  • Aggiornare il gestionale paghe con i dati aggiornati

Se gestisci un’attività con chiusura estiva (agosto, per esempio), hai già un vantaggio: quei giorni di ferie vengono utilizzati in modo naturale. Se invece lavori tutto l’anno, il piano ferie va costruito attivamente.

La tredicesima: quanto accantonare ogni mese?

La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che viene erogata a dicembre (salvo diverse previsioni del contratto collettivo applicato). Non è un regalo di Natale improvvisato: è un costo che matura ogni mese, pari a 1/12 della retribuzione mensile lorda.

Tornando al nostro esempio: dipendente con RAL 28.000 €, mensilità lorda ~2.154 €. Ogni mese, l’azienda dovrebbe virtualmente accantonare circa 179 € per quella persona, solo per la tredicesima.

Moltiplicato per 5 dipendenti con retribuzioni simili: circa 900 € al mese da mettere “da parte” mentalmente (e possibilmente fisicamente, su un conto separato), per non trovarsi a dicembre con un esborso improvviso di 10.700 €.

Non è un obbligo giuridico tenere fondi separati, ma è una pratica di gestione finanziaria che fa la differenza.

TFR: un debito che cresce in silenzio

Il Trattamento di Fine Rapporto è spesso la voce più sottovalutata. Ogni anno, per ogni dipendente, matura circa il 6,91% della retribuzione annua lorda.

Per il nostro dipendente da 28.000 €: circa 1.934 € all’anno di TFR. Che può restare in azienda (se hai meno di 50 dipendenti e il lavoratore non lo ha destinato a fondi pensione) oppure essere versato al Fondo di Tesoreria INPS.

Se il TFR rimane in azienda, è un debito che cresce ogni anno. Al momento della cessazione del rapporto di lavoro — qualunque sia la causa — dovrai liquidarlo, rivalutato dell’1,5% fisso più il 75% dell’inflazione ISTAT.

Per una PMI con 5 dipendenti e anzianità media di 4 anni, il TFR accumulato potrebbe essere tra 35.000 e 45.000 €. Una cifra che va tenuta in conto nella pianificazione finanziaria.

Il punto di vista del commercialista

Quando un imprenditore ci porta la domanda “sto pagando troppo il personale?”, la prima cosa che guardiamo non è il costo lordo. Guardiamo il costo per ora lavorata effettiva, considerando assenteismo, ferie non godute e produttività reale.

Spesso scopriamo che il problema non è il costo in sé, ma come viene gestito nel tempo. Un’azienda che non tiene traccia mensile degli accantonamenti per ferie, tredicesima e TFR si trova sistematicamente in difficoltà di cassa nei mesi di luglio, agosto e dicembre — esattamente quando avrebbe più bisogno di liquidità.

Il secondo aspetto che valutiamo è la coerenza tra il contratto collettivo applicato e le effettive condizioni di lavoro. Applicare il CCNL sbagliato — o applicarlo in modo approssimativo — è una fonte di rischio sia per le contestazioni dei dipendenti che per le verifiche degli enti previdenziali.

Non esiste una risposta valida per tutti: dipende dal settore, dalla struttura dell’azienda e dal flusso di cassa tipico. Ma esiste sempre una risposta giusta per la tua situazione specifica.

Da dove conviene partire questa settimana

Se non l’hai ancora fatto, ecco le prime cose da fare:

  • Chiedi al tuo responsabile paghe (o al tuo consulente) un prospetto dei saldi ferie aggiornati a oggi per ogni dipendente
  • Verifica se stai accantonando virtualmente la quota mensile di tredicesima — anche solo tenendo un foglio di calcolo aggiornato
  • Chiedi un’estratto del TFR maturato per ogni dipendente: ti darà un’idea del “debito silenzioso” che potresti dover liquidare in futuro
  • Se hai assunzioni recenti (meno di 12 mesi), controlla che il contratto collettivo applicato sia quello corretto per il tuo settore

Nessuna di queste azioni richiede un investimento: richiedono solo informazioni che già esistono nel tuo sistema paghe.

Domande frequenti

Posso obbligare i dipendenti a prendere le ferie in agosto anche se non vogliono?

In linea generale sì, purché il piano ferie venga comunicato con preavviso congruo (di solito 15 giorni, ma i CCNL possono prevedere termini diversi). L’azienda ha il diritto — e in certi casi l’obbligo — di programmare le ferie in modo da evitare accumuli eccessivi. Il punto critico è la documentazione: qualunque decisione va tracciata per iscritto.

La tredicesima è uguale per tutti i contratti?

No. L’importo base corrisponde a una mensilità lorda, ma il contratto collettivo può prevedere regole diverse: calcolo su base effettiva, esclusione di alcune voci retributive, termini di pagamento anticipati. Se hai dubbi, il punto di partenza è sempre il testo del CCNL che applichi — non le regole generali.

Se un dipendente lascia a luglio, devo pagargli anche le ferie non godute?

Sì, le ferie non godute al momento della cessazione del rapporto devono essere monetizzate. Stessa regola per la tredicesima proporzionale ai mesi lavorati nell’anno. È un passivo che matura nel tempo e deve essere pianificato, non scoperto quando arriva la lettera di dimissioni.

Ho sentito che ci sono agevolazioni sui contributi per le assunzioni: come funzionano?

Esistono diversi incentivi — esonero parziale per under 30, agevolazioni per assunzioni di percettori di reddito di cittadinanza o naspi, sgravi per assunzioni al Sud. Cambiano spesso e dipendono da requisiti specifici. Prima di assumere, vale sempre la pena verificare quali agevolazioni sono attive in quel momento: possono ridurre significativamente il costo contributivo del primo anno.

Il TFR è sempre in azienda o devo versarlo da qualche parte?

Dipende dalla dimensione dell’azienda. Le aziende con 50 o più dipendenti devono versare il TFR al Fondo di Tesoreria INPS. Le aziende sotto questa soglia possono tenerlo in azienda, salvo scelta del dipendente di destinarlo a fondi pensione complementari. In ogni caso, il debito esiste ed è esigibile quando termina il rapporto di lavoro.

In sintesi: quello che devi sapere

  • Il costo reale di un dipendente è circa il 40–50% in più rispetto alla RAL
  • Ferie, tredicesima e TFR sono costi che maturano ogni mese: vanno pianificati, non gestiti a sorpresa
  • Giugno è il momento giusto per verificare i saldi ferie e pianificare il periodo estivo
  • La tredicesima si calcola su base mensile: accantonare virtualmente 1/12 ogni mese evita tensioni di cassa a dicembre
  • Il TFR è un debito che cresce in silenzio: importante conoscerne l’ammontare per la pianificazione finanziaria
  • Applicare il CCNL corretto e documentare le decisioni sul personale è la prima forma di protezione legale e previdenziale

 

📍 Vuoi sapere quanto ti costano davvero i tuoi dipendenti?

Ogni azienda ha la sua struttura retributiva, il suo contratto collettivo e le sue particolarità. Una valutazione personalizzata vale molto più di qualsiasi calcolo generico. Se vuoi capire come ottimizzare la gestione del costo del lavoro nella tua attività, lo Studio Pragmatika è a Milano zona Moscova — spesso una chiacchierata di un’ora chiarisce più di settimane di ricerca online.

Come possiamo aiutarti?

Compila il form per metterti in contatto con noi.
I nostri professionisti saranno lieti di rispondere alle tue domande o quesiti su come possiamo supportarti nella gestione della tua contabilità.

Via della Moscova 46/1
20121 Milano (MI)
  info@pragmatikasrl.it
 +39 02 29007444

Associati a :