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Crisi di liquidità? Come il tuo commercialista può aiutarti a superarla
La mancanza di liquidità è una delle principali cause di difficoltà per le PMI italiane. Questo articolo ti aiuta a capire le cause più comuni di crisi finanziaria, come prevenirle e, soprattutto, quali soluzioni adottare grazie al supporto del commercialista: accesso al credito, gestione dei pagamenti, factoring e monitoraggio del cash flow. Una guida operativa per uscirne con lucidità e metodo.
Identificare le cause della crisi di liquidità
Tra le cause più frequenti della crisi di liquidità:
– Ritardi nei pagamenti da parte dei clienti
– Spese fisse elevate (affitti, stipendi, leasing)
– Mancanza di pianificazione finanziaria
– Magazzino poco efficiente o immobilizzato
– Scarsa digitalizzazione del controllo di cassa
Il commercialista aiuta a leggere i bilanci e individuare gli squilibri prima che si trasformino in emergenze.
Soluzioni pratiche per uscire dalla crisi
– Accesso al credito bancario: con il supporto del commercialista, puoi costruire un bilancio solido e un business plan utile per ottenere finanziamenti.
– Factoring e anticipo fatture: permette di avere liquidità immediata sulle fatture emesse ma non ancora incassate.
– Rinegoziazione debiti con fornitori o banche: evitare blocchi agendo con trasparenza.
– Taglio delle spese non strategiche: analisi dei costi insieme al commercialista per ottimizzare le uscite.
Strategie di monitoraggio del flusso di cassa
Prevenire una crisi di liquidità non significa solo accorgersi in tempo dei problemi: significa gestire proattivamente i flussi in entrata e uscita. Una corretta strategia di monitoraggio permette alle imprese di prendere decisioni basate su dati reali, riducendo al minimo gli imprevisti. Vediamo come impostarla in modo efficace.
1. Pianificazione del flusso di cassa (cash flow forecast)
Il primo passo è la creazione di una proiezione mensile dei flussi di cassa, cioè un forecast del denaro che entrerà e uscirà dalla tua azienda. Questo strumento consente di:
- Anticipare i periodi con maggiore esposizione finanziaria (es. versamenti IVA, tredicesime, ecc.)
- Stimare il fabbisogno finanziario per investimenti o scorte
- Verificare l’autosufficienza dell’azienda nel coprire i costi fissi
💡 Strumento pratico: costruisci un file Excel con previsioni di entrate (fatture da incassare) e uscite (pagamenti programmati) divisi per settimana o mese.
2. Uso di software gestionali integrati
Affidarsi a software di contabilità che integrano la gestione della tesoreria è oggi una scelta strategica. Questi strumenti permettono di:
- Visualizzare in tempo reale saldo conti, fatture in scadenza, pagamenti ricevuti
- Automatizzare solleciti di pagamento verso i clienti
- Collegare le previsioni al gestionale per un aggiornamento automatico
👨💻 Esempi utili: QuickBooks, Fatture in Cloud, Xero, TeamSystem, Zucchetti
3. Analisi dei KPI finanziari
Il commercialista può aiutarti a individuare e monitorare alcuni KPI (indicatori chiave di performance) che segnalano la salute finanziaria:
- DSO (Days Sales Outstanding): misura in quanti giorni incassi le tue fatture
- Net Cash Flow: saldo mensile tra entrate e uscite effettive
- Indice di liquidità: valuta la capacità di far fronte ai debiti a breve termine
- Burn rate: utile per startup e aziende in crescita, indica quanto “bruci” ogni mese
Impostare dashboard mensili per questi indicatori permette di anticipare difficoltà e intervenire in tempo.
4. Matching tra entrate e scadenze fiscali
Una delle strategie più efficaci è coordinare gli incassi con le principali uscite fisse, come stipendi e scadenze fiscali (es. IVA, IMU, INPS, saldo e acconto IRPEF/IRES).
Un esempio: se sai che il 16 ottobre dovrai versare l’IVA trimestrale, è utile fissare una data di pagamento anticipata per i clienti chiave, in modo da avere già la liquidità disponibile.
Pro tip: crea un “fondo IVA” accantonando ogni mese il 22% dell’imponibile incassato, così da non trovarti scoperto.
5. Prevenzione attiva attraverso l’advisory del commercialista
Un consulente esperto può aiutarti a:
- Stabilire soglie di allerta per bassa liquidità
- Impostare report mensili e trimestrali per soci e manager
- Consigliarti se è il momento di cercare un finanziamento, rinegoziare contratti o ridurre scorte
Non aspettare la crisi: il commercialista, se integrato nei processi, può fungere da advisor strategico, e non solo da tecnico fiscale.
Il tuo commercialista può aiutarti a impostare dashboard su misura per la tua PMI.
FAQ
- Quali sono i segnali di una crisi di liquidità?
Difficoltà a pagare fornitori, tasse, o stipendi nei tempi previsti. - Posso chiedere un finanziamento se ho già ritardi?
Sì, ma è meglio farlo con un piano dettagliato supportato dal commercialista. - Come si gestiscono i ritardi nei pagamenti?
Con contratti chiari, sconti per pagamenti anticipati e factoring. - Esistono bandi per migliorare la liquidità?
Sì, alcune Regioni e CCIAA offrono fondi per capitale circolante.
Checklist per la liquidità aziendale
– Hai monitorato il tuo flusso di cassa mensile?
– Hai clienti che pagano in ritardo? Hai attivato soluzioni?
– Hai conti separati per gestione operativa e riserve?
– Il tuo commercialista ti aggiorna con report chiari?
– Hai valutato l’uso del factoring o dell’anticipo fatture?
Hai problemi di liquidità o vuoi prevenirli prima che diventino urgenti
Contatta lo studio Pragmatika a Milano, zona Moscova. Siamo al fianco di PMI e imprenditori per guidarti fuori dalla crisi con strumenti concreti, piani sostenibili e soluzioni su misura.
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